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ANIS è Associazione di Protezione Ambientale, decretata dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, ai sensi dell'art. 13 della Legge n. 349/86 e successive modificazioni.

(Gazzetta Ufficiale n° 182 del 5 agosto 2004)

 

 

 

Inserita il 30 settembre 2008.

MORIA DI MASSA DI SPUGNE

Da un paio di settimane intorno all’Isola d’Elba e di fronte al litorale di Calafuria (Livorno) si sta registrando una moria che colpisce diverse specie di spugne. Le cause della moria sono ancora ignote ed è necessario effettuare quanto prima un censimento di questo fenomeno per conoscerne la distribuzione lungo le coste del Mediterraneo. Per questo motivo i ricercatori dell’Istituto per le Scienze Marine HYDRA (Isola d’Elba) e del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa chiedono l’aiuto di tutti i subacquei sportivi.



Per i dettagli scaricare in basso l'allegato.

 

 

 

ALCUNE SPUGNE IN PERICOLO.

A sinistra una Petrosia Picformis.

A destra Hemimycale Columella.

 

CAMPAGNA 2009

 

 

 

 

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Vari Link:

 

Sito web del Ministero dell'Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare.

 

Aree marine protette istituite.

 

 Aree marine protette di prossima istituzione.

 

Aree marine di reperimento.

 

Normativa Generale.

 

AREE MARINE DI TUTTO IL MONDO.

 

 

IL  MARE  PROTETTO  ITALIANO

La legge per la difesa del mare (L. 979/82) e la Legge quadro sui parchi (L. 394/91), con le successive modifiche ed integrazioni (L. 344/97, L. 426/98, L. 388/2000, L. 93/2001), hanno individuato complessivamente 52 aree marine di reperimento dove sussistono i requisiti per l’istituzione di aree marine pro tette e parchi sommersi. Fino ad oggi sono state istituite 23 aree protette che tutelano le acque marine italiane: 20 aree marine protette, 2 parchi sommersi ed i Santuario internazionale per la tutela dei cetacei, a cui si aggiungono 2 parchi nazionali con perimetrazioni a mare. L’estensione totale dei fondali e delle acque tutelati è quasi 3.000.000 di ettari:

il totale delle aree marine protette ammonta a 191.206 ettari (compresi i due parchi sommersi che tutelano 218 ettari di mare)

2 670 000 ettari si devono al solo Santuario dei mammiferi marini istituito nel 2001

71 812 ettari di mare protetto rientrano nelle perimetrazioni a mare dei parchi dell’Arcipelago Toscano e dell’Arcipelago di La Maddalena.

Le aree marine protette (compresi i due parchi sommersi) tutelano 598,7 chilometri di costa che rapportati ai circa 8.400 km di sviluppo costiero italiano rappresentano circa il 7% di coste tutelate in Italia (senza considerare i parchi nazionali e il Santuario dei cetacei).

Secondo la normativa vigente la gestione delle aree marine protette è delegata alle comunità locali ed è assicurata da vari soggetti, in prevalenza Enti Locali, enti parco o consorzi misti.

LE REGOLE DELLE AREE MARINE PROTETTE

La protezione e la salvaguardia delle aree marine protette e del suo territorio è regolamentata da norme che è necessario conoscere prima di intraprendere una visita nelle AMP. Il mezzo più veloce per avere una visione puntuale è il sito del Ministero: www.minambiente.it  

Qui si possono trovare le cartografie che individuano il diverso grado di tutela dell’AMP che interessa.

La zona A- riserva integrale- è quella maggiormente tutelata al fine di garantire la salvaguardia della biodiversità e il ripopolamento della fauna e della flora autoctone; qui sono possibili, ancorché autorizzate, solo attività di ricerca. La zona A e delimitata da boe luminose a mare e da pali luminosi a terra, ed in media interessa soltanto il 3% dell’intera area marina protetta.

La zona B — riserva generale — e consentita la navigazione a vela oppure con barca a remi mantenendo una velocità massima di cinque nodi ed e permesso l'ormeggio dove e consentito (es. boe a gavitelli) inoltre e importante sapere che l'ente gestore nel rispetto delle esigenze di protezione e tutela, rende possibile, regolamentandola, la fruizione dell'area consentendo la balneazione l'attività subacquea e le visite guidate. L'accesso alla zona B ed ad eventuali attracchi è effettuato attraverso tratti delimitati da boe ed aperti alla navigazione. Inoltre nella zona B è possibile ma è delimitata, la piccola pesca professionale dei residenti. La pesca sportiva deve essere autorizzata dall’Ente gestore.

La zona C — riserva parziale — e la zona parzialmente tutelata che delimita sia le due zone di maggior interesse naturalistico che le zone marginali dell’area marina protetta. In questo spazio oltre ad essere attuabili tutte quelle attività descritte nelle zone A e B e anche possibile la navigazione dei natanti a motore e a velocità ridotta, nonché l’ancoraggio, l’ormeggio e la pesca sportiva

 

PER I SUBACQUEI:

scaricare in basso il Protocollo del Tavolo Tecnico sulle Aree Marine Protette.

   
   
   
ACCORDO ANIS/ARPA Lazio

 

CHE NON ACCADA MAI PIU'

 Video di Alfonso Desiderio

1) Guarda il video e/o segnalaci altri casi

   
2) Guarda il video e/o segnalaci altri casi

 


Allegati
SCHEDA SPUGNE (Toscana)  (PDF  332 Kbytes)
  Scheda in collaborazione: Istituto Hydra Università di Pisa.  
Codice per le Aree Marine Protette  (PDF  1657 Kbytes)
  E' il codice di comportamento emanato dal Ministero dell'Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare. Scaricalo subito.  
Campagna Ambientale 2009  (JPG  572 Kbytes)
  Scarica e invia il presente volantino. GRAZIE.  
 
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